Fabrizio Micari

Rettore dell'Università di Palermo

Oggi l’università deve puntare su tre cose: innanzitutto deve fare buona formazione ed essere un polo attrattivo per gli studenti. Deve essere performante nell’ambito della ricerca e vivere il territorio, contribuire alla sua crescita, da un punto vista sociale ed economico. La digitalizzazione in tutto questo gioca un ruolo importante: sulla implementazione di servizi informatici quanto più estesi ed efficaci possibili ci giochiamo il futuro.

La sfida

Secondo quanto stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 novembre 2014, le Pubbliche Amministrazioni, incluse le università, devono dismettere nell’arco di 18 mesi le pratiche cartacee e gestire i procedimenti amministrativi esclusivamente attraverso strumenti informatici. L’innovazione digitale coinvolge tutti i processi interni alle PA, chiamate ad adeguare strumenti di lavoro, metodologie operative e organizzazione delle risorse umane.

La soluzione

 L’Università di Palermo ha distribuito a tutti gli studenti una mail istituzionale su piattaforma Google che fornisce uno spazio disco illimitato, oltre alla possibilità di effettuare videoconferenze e mettere in condivisione i dati utilizzati dai docenti durante le lezioni.
L’ateneo ha avviato la dematerializzazione del flusso documentale, partendo dalla verbalizzazione elettronica degli esami di profitto con la conservazione degli stessi in maniera sostitutiva, attivato le firme digitali, una card per i servizi universitari e il wifi e sta migliorando la connettività in rete e i servizi informativi in generale.

Fabrizio Micari 

Rettore dell’Università di Palermo

Giuseppe Lo Re 

Professore Associato di Ingegneria Informatica. Delegato del Rettore per i Servizi Informativi di Ateneo

Massimo Tartamella 

Dirigente Area Servizi a Rete

Casi di Successo

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