Gli ingredienti per la digitalizzazione sono le persone, i processi e la tecnologia. Per riuscire a coniugare questi elementi è necessario conoscerli nel dettaglio, ma anche saper trovare nuove strade per migliorarne l’integrazione, aumentando il valore e l’efficienza complessiva.

Un settore come la pubblica amministrazione necessita di competenze approfondite dei processi e delle normative e non sempre le organizzazioni hanno al loro interno anche il know-how necessario per la trasformazione digitale. Partner come Noovle e Google sono strategici perchè sanno come supportare le aziende e le organizzazioni complesse in questo percorso di cambiamento e di innovazione.

Palermo ha raccolto la sfida dell’innovazione, diventando un vero e proprio esempio di trasformazione digitale. Partendo da una fattiva e quotidiana collaborazione tra l’Università degli studi di Palermo e il Comune, la città ha scelto di promuovere la cultura digitale come motore di sviluppo per rivoluzionare l’intera società, rendendo efficienti sia i processi interni alle organizzazioni, sia i servizi offerti a cittadini e studenti. In sintesi: mettere in atto un modello di sviluppo responsabile, fatto di competitività, sostenibilità e qualità della vita.

Per raccontare questa sfida, e dare la parola ai protagonisti dell’innovazione, Noovle e Google in collaborazione con il Comune e l’Università di Palermo hanno organizzato l’evento dal titolo “Palermo, città dell’innovazione”.

Tra gli ospiti illustri, hanno partecipato Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo e Roberto Lagalla, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, che hanno tracciato il percorso avviato dalla città di Palermo per ridisegnare e modernizzare i servizi urbani con azioni di mobilità, logistica sostenibile, risparmio energetico (smart city) e azioni di inclusione sociale per i segmenti di popolazione più fragili e per aree disagiate (social innovation).

“La missione della città di Palermo è quella di coniugare roots and wings, radici e ali: dimostrare che è possibile restare se stessi ma vivere la sfida dell’innovazione” ha dichiarato Leoluca Orlando, sottolineando che la sfida digitale e il piano di informatizzazione complessivo approvato lo scorso aprile 2015 implica un “effetto emulativo e di contagio che riguarda i diversi settori della vita della città, dall’accesso diretto e telematico ai servizi pubblici resi al cittadino, alla dematerializzazione, dal bike/car sharing al wifi libero e a tutta una serie di iniziative che sembrano tessere di un mosaico di un colore diverso ma che si inseriscono all’interno della cornice dell’innovazione”.

Si tratta delle iniziative inserite nell’ambito del PON Metro (Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020) e ideate nel contesto dell’Agenda urbana europea per le politiche di coesione con lo scopo di rafforzare il ruolo delle grandi città e dei loro territori.

Fondamentale il ruolo dell’Università di Palermo, una realtà culturale, scientifico-formativa che, come afferma Roberto Lagalla, “ha guardato in questi anni a razionalizzare l’offerta formativa e la sua governance interna ed è riuscita ad affermarsi come primo ateneo del centro-sud (Censis) e tra le prime 15 università italiane per livello di internazionalizzazione (classifica Sole 24ore). E’ un’università che in questi anni ha moltiplicato la capacità di drenaggio di risorse economico finanziarie a supporto della ricerca: dai 30-40 milioni della programmazione 2000-2006 ai 150 milioni della programmazione 2007-2013”.

L’interazione istituzionale fra Comune e Università ha come comune obiettivo quello di fare dell’innovazione tecnologica l’elemento chiave per portare valore all’intero sistema.

Attraverso le tecnologie cloud le pubbliche amministrazioni possono finalmente affrancarsi dai problemi legati alla gestione delle infrastrutture per concentrarsi sullo sviluppo di nuovi servizi.