ARTICOLO DI MICHELE CICERI PUBBLICATO SULLA RIVISTA OFFICE OUTOMATION – NOVEMBRE 2015

Le capacità analitiche sono fondamentali per sopravvivere in un mercato ormai digitalizzato. Real Time e Big Data sono le parole chiave del modo facile e ‘agile’ di innovare che caratterizza le soluzioni di Noovle. C’è il rischio che i commercianti privi di capacità analitiche avanzate si trovino in seria difficoltà a competere in un mercato ormai completamente digitalizzato. A lanciare il monito è Gartner alla luce di una trasformazione digitale che sta mettendo a dura prova la capacità di reazione (e innovazione) del settore retail.

“Per avere successo e continuare a crescere in un’economia ormai completamente digitale, occorrerà che i punti vendita sappiano combinare conoscenza, innovazione, velocità e strategia – afferma Robert Hetu, Research Director di Gartner – e in definitiva il negoziante, o il responsabile del punto vendita, dovrà essere in grado di decidere in una frazione di secondo se ha davanti a sè un’opportunità di business o se è meglio passare immediatamente a quella successiva”.

Non si tratta di avere solo ‘la situazione sotto controllo’ con i tradizionali strumenti di analisi, ma di impostare un processo decisionale in tempo reale. “Questo costringerà i negozianti ad acquisire funzionalità self-service di Big Data discovery – aggiunge Hetu – abbassando il livello d’ingresso per l’esplorazione dei dati. Gli strumenti di Big Data discovery sono infatti in grado di mettere le informazioni nelle mani non solo degli analisti di business, ma anche degli utenti abilitando un migliore processo decisionale”.

Real Time e Big Data

Nel concreto, le fonti dei Big Data dovranno essere esplorate più spesso e sempre più in tempo reale. Real Time e Big Data sono le due chiavi di lettura nel futuro del retail anche per Piergiorgio De Campo, presidente e CTO di Noovle, un digital system integrator, premier partner di Google, specializzato in progetti di trasformazione digitale.

“Real time è la capacità di essere connessi in maniera forte con l’azienda da parte di tutti gli utenti interni e gli altri ancora operanti sul territorio – sottolinea – motivo per cui la nostra soluzione si basa sull’idea di applicazioni mobile sviluppate con logiche molto vicine a quelle consumer per usabilità e livello di performance. Nel progetto che abbiamo realizzato per uno dei più grandi retailer italiani – aggiunge De Campo – abbiamo dato ai manager la possibilità di vedere in tempo reale le informazioni relative alle vendite mixate con altre informazioni significative, a vantaggio della rapidità delle decisioni e delle conseguenti azioni”.

La seconda chiave è rappresentata dai Big Data. “Nell’ambito del progetto di cui parlavo ci sono momenti in cui dalle casse dei punti vendita arrivano centinaia di migliaia di ticket in pochissimo tempo, il che genera una mole enorme di dati e informazioni da analizzare. Il nocciolo della questione è nel significato attribuibile alla parola ‘analisi’ – spiega De Campo – perché se è vero che i retailer le analisi di business le fanno da tempo e gli strumenti non mancano, oggi si avverte soprattutto la necessità di dare a queste analisi un valore più strategico, una maggiore efficacia, in sostanza. E il più possibile in tempo reale, come dicevamo prima”.

Un intreccio di forze convergenti

Punto fermo di Noovle è il ‘Nexus of Forces’ di gartneriana attualità. Descritto dalla società di analisi IT nel 2012, il claim si riferiva in partenza a un intreccio di quattro forze convergenti – social, mobile, cloud e informazione – in grado di trasformare i comportamenti degli utilizzatori di soluzioni e risorse IT creando nuove opportunità di business. Poi ‘information’ ha lasciato il posto a ‘Big Data’, ma il concetto è rimasto lo stesso. “Ed esprime in pieno il nostro punto di vista tecnologico – afferma De Campo – che consiste nel far convergere le forze digitali verso l’utente. L’obiettivo è attivare un nuovo circolo virtuoso tra azienda e utenti-clienti; un nuovo orizzonte di business per imprese di ogni settore e dimensione, inclusa la pubblica amministrazione. Oltre ad essere un punto di vista sulla tecnologia è un approccio all’innovazione: uno sviluppo consapevole e sinergico con le realtà esistenti, con progetti e tecnologie integrati”.

Tecnologie user-centered

I consumatori hanno ormai preso il pieno controllo del processo d’acquisto e nulla fa pensare che vi rinunceranno. Non solo: un’azienda raggiunge più agevolmente l’obiettivo quando i nuovi strumenti tecnologici sono simili, nell’aspetto e nell’usabilità, a quelli adoperati nella quotidianità della vita personale, a cominciare dagli strumenti mobile, rispetto ai quali l’utente dimostra familiarità. “Un cambiamento aziendale, al di là della tecnologia specifica, spesso è motivo di preoccupazione e resistenza. Anche e soprattutto perché ogni settore aziendale è tenuto a operare secondo procedure e normative specifiche ed è necessario sperimentare la validità delle nuove tecnologie nei processi aziendali con la consapevolezza che la conoscenza deve essere profonda e diretta.

Il team di Noovle sviluppa il progetto adattandolo ai diversi contesti operativi e normativi; un impegno che non si limita all’analisi e all’individuazione della tecnologia più idonea”, afferma De Campo. Oltre che nella scelta e nello sviluppo del progetto, Noovle offre supporto quindi anche nelle successive fasi di implementazione e change management attraverso servizi dedicati di assistenza tecnica 24 ore su 24 per 7 giorni la settimana e una formazione dedicata per garantire un passaggio sereno al nuovo paradigma lavorativo e ai nuovi processi in ogni reparto aziendale. In altri termini, Noovle si occupa delle complessità legate agli aspetti tecnologici e del change management, lasciando al cliente i vantaggi derivati dalla semplificazione dei processi aziendali.

Tre linee d’azione

Aziende e realtà pubbliche per crescere devono ottimizzare il valore dei dati e delle informazioni che hanno a disposizione. “È vero che spesso molte risorse economiche e umane sono destinate alla manutenzione di sistemi obsoleti e inefficienti, che bloccano inevitabilmente il ciclo di innovazione, ma è altrettanto vero che oggi il cloud computing rende disponibili servizi, piattaforme e infrastrutture a un costo commisurato all’effettivo utilizzo; il che consente l’accesso alle risorse direttamente dal web e aumenta la fruibilità delle informazioni correlate agli obiettivi strategici e operative” – dice il presidente di Noovle.

Affinché le eccezionali opportunità offerte dalla grande disponibilità di tecnologie, architetture e forze disruptive come mobility, social, cloud e information rappresentino effettivamente una potente leva di cambiamento occorre intervenire sugli aspetti organizzativi e di processo. “I vantaggi offerti dal cloud pubblico possono contribuire allo sviluppo di piattaforme in grado di abilitare modelli di servizi innovativi: una piattaforma cloud integrata con i sistemi on-premise già esistenti rappresenta un’occasione per la razionalizzazione delle risorse, la maggior facilità di interazione tra utenti e strutture e la possibilità di accedere in autonomia alle informazioni: è un sistema che alleggerisce i processi e delega al provider le operazioni di allestimento, aggiornamento e manutenzione”.

Nell’ambito di questa strategia di piattaforma la proposizione di Noovle si articola in tre linee di azione e altrettante relative proposte:

  • piattaforme per lo Smart Working (comunicare,collaborare, gestire, dematerializzare);
  • piattaforme digitali per lo sviluppo di applicazioni e servizi (informare, interagire, scambiare, pubblicare);
  • piattaforme per l’analisi dei Big Data, il fraud management e il data mining (analizzare, conoscere, decidere).

L’approccio si basa sul concetto di piattaforma con l’obiettivo di rendere facile e agevole l’integrazione di tecnologie di base, assieme ad applicazioni e data source differenti. “In questo modo tutti gli ambiti fruiscono di una user experience integrata dall’approccio agile e della possibilità di integrare e valorizzare i servizi esistenti. I sistemi informativi ibridi permettono di sfruttare i vantaggi di entrambi i modelli di erogazione e di garantire un adeguato bilanciamento tra le esigenze di sicurezza e privacy con quelle legate alla scalabilità, all’efficienza, all’ottimizzazione dei costi e all’usabilità delle applicazioni. Riposizionando l’utente al centro della strategia”, conclude De Campo. E non guasta aggiungere che, sfruttando le piattaforme come servizio (PaaS) è possibile rispondere alle esigenze delle organizzazioni con un time to maket molto più efficace rispetto alle piattaforme tradizionali.