La “Digital Transformation” è una tematica ricorrente ed è innegabile che stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione, che ha come obiettivo finale quello di rendere il lavoro più efficiente, trasparente e web-based.
Processi di Dematerializzazione, strumenti di comunicazione e collaborazione, soluzioni abilitanti il mobile working, diventano caratteristiche fondamentali per ogni struttura che voglia ritenersi una Smart Enterprise. Come abbiamo detto in più occasioni questo comporta una maggiore attenzione verso le criticità legate a: Sicurezza e Governance delle informazioni, disponibilità dei dati e device mobili adattabili ai bisogni di ogni organizzazione.

La trasformazione digitale interessa le aziende sia in maniera diretta sia per le disposizioni legate all’implementazione dell’Agenda Digitale. E’ il caso della riforma legata alla Giustizia digitale italiana.

In un recente documento di valutazione dell’anno 2015, la Commissione Europea ha posizionato l’Italia a metà classifica tra i Paesi Membri, ancora lontana dai primi, ma in netto miglioramento. Dagli indicatori risulta che in Italia siamo indietro in quanto a disponibilità online delle sentenze e nella gestione digitale dei documenti giudiziari. Pieno punteggio invece per il pubblico accesso, in forma gratuita, alle informazioni sul sistema giudiziario. La comparazione dei dati relativi ai sistemi di giustizia civile, commerciale e amministrativa degli Stati Membri ha evidenziato un miglioramento generale dei sistemi giudiziari, ma con notevoli differenze da un Paese all’altro.

Il 30 giugno 2015 è una data fondamentale, visto che con l’entrata in vigore dell’obbligo di deposito telematico di tutti gli atti da parte delle Corti di appello si concluderà l’iter relativo al Processo Civile Telematico (PCT).

Alcuni rilievi del MiSE hanno evidenziato una certa disomogeneità sul territorio nazionale nell’applicazione delle norme in materia di comunicazione degli indirizzi di Posta Elettronica Certificata(PEC) alle Camere di Commercio da parte delle imprese. Per risolvere la questione e accelerare l’implementazione dell’Agenda Digitale italiana, il Ministero della Giustizia, in accordo con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha emanato una direttiva che impone alle imprese costituite in forma societaria e alle imprese individuali attive non soggette a procedura concorsuale di munirsi di PEC e iscrivere il relativo indirizzo nel Registro delle Imprese.
L’obiettivo? Semplificare e migliorare la tenuta del Registro delle Imprese ed omogeneizzare i comportamenti delle Camere di Commercio con particolare riferimento al PCT.

L’iscrizione al Registro delle Imprese sarà possibile solo con l’indirizzo PEC e, in caso contrario, l’istanza verrà sospesa fino a 45 giorni nel caso di impresa individuale e fino a tre mesi nel caso di impresa societaria. In caso di omessa comunicazione l’istanza verrà rigettata con sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’art. 2194 del Codice civile per le imprese individuali e dall’art. 2630 c.c. per le imprese societarie per l’omessa iscrizione di atti o notizie nel Registro delle Imprese.

L’importanza di tale direttiva è spiegata in una nota del Ministero della Giustizia che approfondisce le tematiche per l’implementazione del Processo Civile Telematico, con precise disposizioni per la pubblicazione dell’Indice nazionale degli indirizzi PEC delle imprese e dei professionisti (INI-PEC) e consentendone l’utilizzo per lo scambio di informazioni in modo univoco, certificato e telematico.
Il tema caldo è legato proprio alla Legge di Stabilità 2013 che, secondo le linee guida nazionali per il processo civile telematico, prevede il deposito degli atti processuali e dei documenti solo con modalità telematiche. Il CNF e FIIF (Fondazione CNF per l’innovazione forense) hanno chiesto al Ministero di agevolare l’apprendimento delle nuove tecniche di redazione degli atti difensivi e la conoscenze dei requisiti tecnici ammessi, definendo delle linee guida, nonché la semplificazione dell’utilizzo dei sistemi informatici.

Nel contesto della Digital Transformation, si cerca in tutti i modi di trovare soluzioni che garantiscano interattività nel processo di cambiamento di questo settore in ottica digitale, con l’obiettivo di avvicinare i servizi pubblici agli operatori e ai cittadini utilizzando tecnologie informatiche diminuendo la spesa, aumentando l’efficienza e mantenendo sicurezza e controllo.