Ogni anno il 17 maggio, l’ITU – International Telecommunication Union – festeggia la Giornata mondiale delle telecomunicazioni e della società dell’informazione, un giorno importante per l’Unione, nata oltre 150 anni fa.

Per il 2017 il tema della giornata è “Big Data for Big Impact”, un’ulteriore occasione per approfondire la potenza e gli effetti generati dai Big Data sul business, ma anche sulla governance dei Paesi e sulle relazioni con i consumatori ed i cittadini. 

 

L’idea che stiamo vivendo in un’era caratterizzata dalla più grande trasformazione digitale non è nuova, la quantità di dati che siamo in grado di produrre, trasmettere e memorizzare è cresciuta ad un tasso senza precedenti. Cinquant’anni fa il disco rigido era un dispositivo enorme, grande come una piccola auto famigliare ed era in grado di memorizzare l’equivalente di una sola canzone in formato MP3, una ridicola frazione di quanto sono in grado di supportare gli smartphone che ogni giorno portiamo nelle nostre tasche.

Il 2002 ha rappresentato un punto di svolta, per la prima volta nel mondo la quantità di informazioni memorizzate in formato digitale era maggiore di quelle conservate in formato analogico. Pochi anni dopo, nel 2007, circa il 94% di tutte le informazioni presenti sul pianeta erano state digitalmente codificate. Le previsioni di IDC per il 2020 parlano di 32 miliardi di dispositivi connessi alla rete e una quantità di informazioni che raggiungerà i 44ZB

In tutto il mondo, milioni di imprese, organizzazioni e individui utilizzano oggetti connessi che producono dati che vengono trasmessi via internet. Questi possono provenire da diverse fonti, a partire dai monitor intelligenti per l’energia, dalle stazioni meteorologiche fino ad arrivare ai sensori di inquinamento ed ai container per le spedizioni.
Fino a un decennio fa la grande maggioranza dei dati prodotti nel mondo consisteva in dati scientifici, industriali e amministrativi. Ma l’esplosione delle tecnologie mobili e la diffusione dei servizi sociali del web 2.0 hanno radicalmente cambiato questo aspetto: oggi l’agente principale dell’esplosione dei dati è l’attività quotidiana di milioni di cittadini, consumatori e lavoratori costantemente connessi tra loro.

Effettuare ricerche su Google, caricare video su Youtube, aggiornare Twitter o accettare richieste di amicizia su Facebook, sono attività ormai entrate nella quotidianità di miliardi di individui che producono impronte digitali molto significative perché comunicano caratteristiche, desideri, volontà e bisogni espressi naturalmente dagli utenti.

Il digitale ha portato due fattori chiave all’interno delle relazioni: la velocità e la facilità di comunicazione, creando infinite possibilità di interazione, generando nuovi modelli di business e nuovi approcci verso il mercato.

Oggi più che mai i dati che raccogliamo contengono informazioni importantissime, la comprensione dei dati è fondamentale per prendere decisioni migliori, in tempi più rapidi ed in modo più consapevole. Il flusso continuo di dati rappresentati in forma aggregata è la chiave per conoscere l’andamento del proprio business, garantendo delle previsioni sempre più accurate e immediate; la loro varietà poi garantisce una conoscenza granulare dei comportamenti, opinioni e gusti di clienti ed utenti che interagiscono con l’azienda.

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