Dispositivi mobili, indossabili, collegati via wireless a internet e a centrali di monitoraggio dei segnali vitali. Il presente e, ancor più, il futuro sono pervasi di tecnologia che consente di tenere costantemente sotto controllo il nostro stato di salute e di benessere. Un fatto sembra ormai certo: il web come abbiamo imparato a conoscerlo nei suoi primi 20 anni di diffusione globale, cambierà faccia, o meglio, pelle se vogliamo ricollegarci alla metafora di McLuhan.

L’intervista di Davide di Giorgi di e-Sanità a Emanuele Cerroni, Business Executive di Noovle.

Secondo l’amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, «Internet sarà ovunque». Che scenario ritenete più plausibile per l’Internet del futuro?
Internet è già ovunque, ormai la navigazione in mobilità ha superato di gran lunga quella da computer. I dati di una recente ricerca dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service della School of Management del Politecnico di Milano parlano chiaro, registrando che il 2014 è stato l’anno del sorpasso: sono ormai oltre 16 milioni gli italiani che si connettono alla rete via smartphone o via tablet, mentre sono circa 13 milioni gli utenti che ogni giorno navigano da computer. Analizzando i dati si scopre anche che chi si collega alla rete dai dispositivi mobili vi trascorre più tempo (circa 90 minuti al giorno contro i 70 da pc). Questo è ancora niente rispetto a ciò a cui faceva riferimento Eric Schimdt : entro il 2025 l’Internet delle cose farà sì che si interagirà con qualsiasi elemento intorno a noi, tanto da farci dimenticare dell’esistenza di una rete, per dirla con lui “la Rete semplicemente sparirà”: sarà parte di noi, del nostro agire. Per Internet delle cose si intende infatti la possibilità di connettere tra di loro oggetti e luoghi concreti, capaci di comunicare e adattare il loro comportamento ai dati che ricevono. Pensiamo alla robotica, alle case intelligenti con i sistemi di domotica che regolano temperatura e illuminazione della casa, o ancora alla tecnologia indossabile, come ad esempio gli orologi hi-tech che contano passi, calorie bruciate, temperatura e altro per migliorare lo stato di benessere di chi li indossa, all’industria automobilistica e a molto altro ancora. L’Internet delle cose porta Internet al di fuori degli schemi, ormai superati, di computer, smartphone e tablet ed entro il 2020 esisteranno 26 miliardi di dispositivi connessi all’Internet delle cose e questi genereranno uno scambio di dati maggiore degli utenti.

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