Lo scorso 17 novembre, in occasione del convegno ”INTERNET OF THINGS & 5G REVOLUTION. The Highway for the future of EU Services and Industry: Energy, Healthcare and manufacturing” è stata presentata la classifica I-COM (Istituto per la Competitività). Lo studio misura la preparazione degli Stati europei alla quarta rivoluzione industriale e si basa su un indice sintetico strettamente correlato ai temi di INDUSTRIA 4.0: l’adozione di tecnologie, infrastrutture e competenze. L’Italia si è aggiudicata solo la 20° posizione e le competenze digitali sono risultate la componente più deficitaria per il nostro Paese.

RAFFAELLAAbbiamo posto alcune domande a Raffaella Riefolo, HR Manager in Noovle, per analizzare lo stato attuale in materia di talenti e formazione, ma anche per riflettere sul ruolo che le ICT company possono avere nel processo di innovazione dell’Impresa italiana.

Sembra che con l’avvento di Industria 4.0 il ruolo dei manager HR verterà sempre più  in attività di gestione del cambiamento e nello sviluppo dell’apprendimento continuo. Come si sta muovendo Noovle sotto questi aspetti? Sono state attivate progettualità specifiche in questa direzione?

L’innovazione digitale delle aziende italiane e internazionali è la nostra Mission principale, per questo uno degli obiettivi primari delle risorse che lavorano in Noovle è quello di rimanere costantemente aggiornate sulle novità e i trend che giorno dopo giorno emergono sul mercato.

La nostra azienda vanta partnership internazionali storiche che ci permettono di toccare con mano le tecnologie più avanzate anche molto in anticipo sui tempi. Questo è sicuramente un vantaggio competitivo che giova alle persone in termini di formazione e di crescita personale. Il nostro approccio è quello di provare in prima persona le novità così da poter offrire ai nostri clienti un supporto e una guida nel momento della loro implementazione.

Quest’anno inoltre abbiamo istituito un programma strutturato che offre ai colleghi appena entrati nel team un supporto formativo circa la nostra offerta, le tecnologie e le informazioni provenienti da tutti i dipartimenti. La piattaforma digitale che abbiamo pensato è basata su strumenti di comunicazione e collaborazione che utilizziamo ogni giorno. Stiamo facendo un grande lavoro di razionalizzazione e condivisione delle conoscenze, il nostro obiettivo è quello di realizzare uno ‘starter kit’ pronto all’uso per chi entra nella nostra realtà e ha l’esigenza di capire velocemente quale sia il fabbisogno interno e dei nostri clienti. Noovle è una società che ha sedi in diverse città italiane ed europee dunque un patrimonio di conoscenza condiviso e aggiornato costantemente online è una soluzione ottimale.

In una recente intervista pubblicata sul blog Crescita Digitale, l’On Palmieri commenta in modo favorevole iniziative come CyberChallenge.It, il primo programma italiano di addestramento introduttivo alla cybersecurity per giovani di talento delle scuole superiori e studenti universitari. Qual è la tua opinione in proposito? Pensi che questo tipo di iniziative possano giovare anche all’inserimento nel mondo del lavoro?

Il mondo scolastico e accademico italiano soffre di un grande scollamento con la realtà lavorativa. I ragazzi entrano nel mondo del lavoro molto preparati a livello teorico, ma senza gli strumenti idonei per affrontare le situazioni che si presentano nella normalità di un contesto lavorativo.

Iniziative come quella promossa da CyberChallenge.it rappresentano, a mio avviso, un’occasione da prendere al volo per i ragazzi che hanno modo di esperire concretamente il lavoro a cui si stanno avvicinando, inoltre per le Aziende è una buona occasione per conoscere e coltivare giovani talenti che un giorno faranno parte del bacino di potenziali risorse junior da inserire in organico.

Noovle crede molto in questo tipo di iniziative, infatti da quest’anno ha sposato il progetto Alternanza Scuola – Lavoro. Due studenti, di altrettanti Istituti Tecnici della regione Toscana, sono entrati a far parte del team: seguiranno attività progettuali basate su alcuni linguaggi tecnici che consentiranno loro di ‘toccare con mano’ ciò che hanno imparato sui banchi di scuola, inoltre potranno sperimentare la vita in azienda, i ritmi e le relazioni che si vengono a instaurare, elemento estremamente arricchente a mio avviso.

L’era della trasformazione digitale ha determinato la nascita di nuove figure professionali e nuove competenze – Data Scientist, Social Media Manager, eCommerce Manager, Digital Strategist – sempre più richieste all’interno delle Organizzazioni e il rafforzamento di figure quali il  Chief Security Officer e l’eCRM & Profiling Manager. E’ così?

Si confermo.  A questo proposito, proprio lo scorso ottobre, ho partecipato alla restituzione di un indagine retributiva (Mercer) dove sono state presentate le professionalità chiave del futuro, e queste appena elencate ne fanno parte. Il mercato del lavoro è cambiato notevolmente negli ultimi 10 anni e queste figure professionali hanno e stanno prendendo piede nelle aziende portando innovazione, nuove modalità di lavoro e un atteggiamento al business agile e smart.

Noovle è un’azienda in forte crescita e di conseguenza anche l’organico si sta ampliando molto rapidamente. La nostra intenzione è quella di arricchire il team attraverso queste figure, ma anche di organizzare piani di formazione per l’organico già presente in azienda. In questo modo garantiamo la massima preparazione alle molte aziende che da anni ci scelgono come guida a supporto dell’innovazione.

In questo nuovo panorama che peso ha il ruolo dei canali social nell’applicazione delle tecniche di ascolto delle persone?

L’arrivo dei social, come ulteriore canale di selezione e comunicazione con i candidati, ha portato una forte innovazione nel mio lavoro. Più del 50% dei candidati, attivi e passivi, utilizza ed aggiorna costantemente i propri canali. Facendo riferimento soprattutto a Linkedin, direi che questo è diventato un’arena dove poter instaurare relazioni con le persone in modo veloce, immediato e smart. In questo modo è possibile ridurre le distanze e approfondire maggiormente la conoscenza, inoltre, un altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di avere a disposizione Curriculum Vitae aggiornati in tempo reale. Se devo attribuire un peso numerico, direi che un buon 50% delle attività di recruiting e selezione avviene grazie ai Social media.

Quali sono le competenze digitali che ritieni fondamentali in un’azienda ICT? Il mondo accademico offre un’offerta formativa idonea sotto questo aspetto?

Alla luce dei nuovi trend direi che le competenze da sviluppare o da cercare nel settore sono quelle abilitanti lo sviluppo di tecnologie mobile, digitalizzazione di flussi e processi, business analytics, IoT, cloud computing ed  e-payment, solo per citarne alcuni.

Purtroppo il mondo accademico, ad oggi, non offre l’offerta formativa che le aziende si aspettano in questi ambiti. In un contesto altamente innovativo  restare al passo è davvero difficile e garantire tecnologie di ultima generazione agli studenti non è sempre possibile, ma proprio per questo credo che una maggiore collaborazione tra università ed impresa possa contribuire a colmare il gap e ridurre l’affanno di cui oggi soffriamo.

 

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